Informazioni Storiche e Turistiche su Calvi dell'Umbria
L’antica Carbium, è un tipico centro medievale racchiuso entro le mura, le porte e i vicoli tortuosi. Edificato su una roccia calcarea emergente dalle pendici boschive del monte San Pancrazio, domina un suggestivo paesaggio di colline coltivate a viti ed ulivi che spazia fino alla valle del Tevere, al Soratte, ai monti Cimini.
Territorio abitato fin dall’età del bronzo, in epoca romana fu sede di ville rustiche. Compreso nella Sabina longobarda soggetta ai duchi di Spoleto, diviene soggetto alla Santa Sede mediante la donazione del 714 fatta da Liutprando a papa Zaccaria. L’origine del suo nome è incerta. Viene nominato per la prima volta nel 1036 un “fundus carbinianus” dal regesto farfense, come da questa fonte documentaria provengono le prime notizie dell’esistenza di un monastero benedettino di S. Paolo situato fuori del castello di Calvi, delle donazioni fatte all’abbazia di Farfa e delle controversie cui diedero origine.
Nei secoli XII, XIII e XIV Calvi è un territorio soggetto alla Chiesa alla quale vengono pagate le decime raccolte presso il monastero di S. Paolo e le chiese di S. Salvatore, S. Andrea, S. Pancrazio, S. Lucia, S. Lorenzo, S. Maria. Nella prima metà del XIII secolo subisce il predominio di Narni a cui nel 1282 rinnova l’atto di sottomissione; nel 1342 rifiuta di soggiacere alle imposizioni del Rettore del Patrimonio di san Pietro e rivendica presso il papa la sua indipendenza da esso.
Dal XIV secolo fino 1860 è una comunità dello Stato della Chiesa nell’ambito del quale gode di un’ampia autonomia amministrativa che non subisce sostanziali limitazioni, neanche durante il vicariato di Renzo de’Ceri di Anguillara e dei suoi successori che, iniziato nel 1527 termina nel 1572. Dal XIII secolo la vita della comunità viene regolata dagli statuti più volte riformati in base ai quali vengono nominate le magistrature. Nel 1527 subisce l’assedio dei Lanzichenecchi che incendiano il convento francescano di S. Berardo e la chiesa allora dedicata a S. Vittoria e lasciano nel territorio le devastazioni conseguenti alle depredazioni e alla pestilenza.
Dal 1577 il territorio della comunità, per la sua posizione di confine viene alternativamente assegnato alle province dell’Umbria e della Sabina. Nel 1798 le truppe francesi del generale Mathieu entrano a Calvi per una breccia praticata nel muro di cinta del convento delle Orsoline. Sconfiggono quelle napoletane che vi erano stanziate e perpetrano saccheggi e devastazioni. Durante la repubblica romana viene assegnato al dipartimento di Spoleto, dal 1800 al 1827, quando viene accorpato definitivamente all’Umbria, subisce varie vicissitudini politiche e amministrative, fino all’annessione al Regno d’Italia che avviene con il plebiscito del 5-6 novembre del 1860.
Per quanto riguarda il contesto ambientale, esso si caratterizza a prima vista per la compattezza e l'estensione di boschi incontaminati, posti sui monti e sui colli circostanti verso il Tevere; un'oasi di intenso verde: ombreggianti pinete, secolari querce, verdeggianti lecci.
Dal punto di vista dell'animazione molto vasto e diversificato è il programma degli eventi e delle manifestazioni organizzate da Enti e Associazioni volontaristiche del territorio. Tale programma riguarda in particolare la valorizzazione e la promozione delle "tipicità" di Calvi, soprattutto enogastronomica e artigianato come il Festival Europeo della Cucina Tipica, la sagra della pasta fatta in casa, festa della birra, sagra del cinghiale, mostra di florovivaismo, festa dello sport, ma anche, rievocazioni storiche, eventi culturali e festività religiose.